giovedì 31 gennaio 2013

Arriva Cabrera, Nainggolan in bilico

Il neo acquisto rossoblu, Matias Julio Cabrera
In casa Cagliari arriva nella penultima giornata di calciomercato Matias Julio Cabrera. L'arrivo del centrocampista, acquistato dal National  Montevideo per la cifra di 2 milioni di euro, è stato ufficializzato ieri sera. Il giocatore ( classe 86) costato alle casse rossoblu una cifra modesta, arriva a rinforzare un centrocampo già consolidato e ben assortito. C'è già chi afferma che Cabrera arriva tra le file cagliaritane con il fine di ricoprire il ruolo di Nainggolan, prossimo partente, sponda Napoli. Il giocatore belga smentisce sui social network rassicurando i tifosi e invitandoli a stare tranquilli. Quel che è certo è che l'accordo Cellino-De Laurentiis esiste per davvero. Sarebbero 15 i milioni che il patron sardo chiede alla squadra partenopea per poter aggiudicarsi il talentuoso centrocampista aggiudicandoselo però solo al termine della stagione. Il Napoli pare convinto e ostinato nel portare avanti la trattativa e, nel caso accettasse le cifre chieste da Cellino, Nainggolan sarebbe il nuovo rinforzo per il centrocampo di mister Mazzarri. Ovviamente il timore dei tifosi cresce, ma l'ultima parola spetterà alla società. Il verdetto non si farà attendere: alle 19 di stasera, chiusura del calcio mercato, i giochi saranno fatti. Staremo a vedere.

mercoledì 30 gennaio 2013

Pinilla, possibile partenza

L'attaccante Mauricio Pinilla
Il Cagliari resiste ancora all'attacco che i numerosi club della massima serie stanno sferrando in questi giorni per accaparrarsi i top player tra le file sarde. Nainggolan sarà rossoblu ancora fino a fine stagione. Ibarbo non si muove, Astori idem. L'idea Nenè per il Toro pare oramai sfumata e in entrata non dovrebbe arrivare nessun giocatore blasonato. In questi giorni si fa sempre più vivo l'interessamento da parte dell'Atalanta nei confronti dell'attaccante cileno Mauricio Pinilla. Già corteggiato precedentemente dallo staff di Moratti che si propose come club interessato all'acquisto del giocatore per affidargli lo scettro di vice-Milito, Pinilla continua ad oscillare in un mercato propositivo alla corte dei sardi ma mai veramente deciso e concreto. Intanto un giovane rossoblu si prepara a fare le valigie per cambiare aria. Pablo Daniel Ceppellini( Montevideo, 11 Settembre 1991) sta per salutare Cagliari e trasferirsi in prestito al Lumezzane, squadra che milita nel campionato di Prima Divisione. Il giocatore con passaporto italiano, mai esploso definitivamente in casa rossoblu, cercherà conferme lontano dalla massima serie contando però di ritornarci presto. Ad attenderlo una figura decisamente nota all'ambiente sardo, il mister Gianluca Festa ed un altro giovane di casa Cagliari, Paolo Dametto. In attesa di possibili e scongiurate partenze, Pulga si coccola i suoi e crede nella salvezza. Il punto afferrato in extremis domenica nella gara interna contro il Palermo è un buon segnale. Sintomo questo che la squadra non molla e ci crede fino alla fine. Il capitano Daniele Conti sprona i propri tifosi affinché restino vicini alla squadra. La gara di sabato contro la Roma di Zeman si avvicina e ci vorranno carattere e tanta determinazione. Non sarà affatto una gara semplice, anche se la Roma pur essendo avversario temuto, stenta a trovare continuità. Il Cagliari che già in passato fece tremare la squadra della Capitale dovrà giocarsela a viso aperto. Un pari in trasferta sarebbe bottino gradito dalla società. La salvezza, costruita di punto in punto, è traguardo possibile. Basta solo crederci.

giovedì 17 gennaio 2013

Astori-Milan: telenevola stoppata

Il difensore del Cagliari e della Nazionale Italiana, Davide Astori, non è in vendita. Questo quanto dichiarato dal patron rossoblu Massimo Cellino e dal suo staff. Alla corte dei sardi in tanti si sono presentati e proposti per l'acquisto del giocatore ex Milan. Rifiutate grosse cifre da grandi club( Zenit in prima fila con l'offerta più alta ma anche Milan, Napoli e Southampton) il Cagliari prova a trattenere tra le proprie mura il suo gioiello. Recentemente l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ha dichiarato che Astori, da quanto affermato dalla società Cagliari Calcio, non è in vendita. Staremo a vedere. Il Cagliari, dopo il successo in casa contro il Genoa di Delneri, spera di proseguire le prossime sfide a questa andatura. La squadra, che ha in rosa giocatori fondamentali e ambiti da grosse squadre del nostro campionato e non solo, deve fare il massimo per macinare al più presto punti salvezza.
" Mercato bloccato sia in entrata che in uscita" , afferma il direttore generale Francesco Marroccu. In attesa del prossimo match di campionato contro l'Atalanta, speriamo che Cellino blindi i suoi "top player" per un girone di ritorno competitivo che miri alla permanenza nella massima serie.

martedì 11 dicembre 2012

Conti, 400 e quel cognome...

Il capitano del Cagliari Daniele Conti
Sono 400 le candeline che ha spento domenica il capitano rossoblù Daniele Conti. Una domenica amara per la squadra sarda che ha visto andare in frantumi la possibilità ghiotta di fare punti in casa contro un Chievo modesto e piuttosto fortunato. Amarezza per la sconfitta a parte, 400 tra i professionisti sono veramente un bottino da elogi. Il tutto con le maglie di Roma e Cagliari. I numeri parlano chiaro: 271 in serie A, 101 in serie b. Contando le partite di Coppa Italia sommiamo 27 presenze. Daniele, che a Cagliari ormai è la bandiera indiscussa, nonché capitano, nonché motore del centrocampo, piano piano si è levato di dosso quel cognome cosi pesante che richiama spesso le gesta di un altro Conti, Bruno, padre del giocatore e grande uomo simbolo di Roma e Nazionale. Domenica allo stadio Is Arenas era presente anch'egli con tutta la famiglia. Non poteva non esserci nel giorno in cui il numero 5 rossoblù tastava questo traguardo. Lontano quell'esordio in A sotto la guida di Carlos Bianchi. Parma-Roma del 24 novembre 1996. Il match terminò a reti inviolate. Fu l'inizio di un cammino tutto in salita dove le pressioni si facevano sentire. La piazza Roma probabilmente ci credette poco, forse anche perché quel nome stampato sulle spalle rievocava tempi lontani, felici e appaganti, dove Conti senior galoppava sulla fascia e faceva impazzire gli avversari. Ma ognuno ha la propria storia. Ognuno disegna a modo suo il proprio cammino. La forza di Conti junior è stata proprio questa: rimboccarsi le maniche e ritagliarsi un posto che conta nella massima serie, anche altrove, lontano dalla Capitale, lontano dalla sua città. E basta chiamarlo il figlio di Bruno.La Sardegna, Cagliari, il Cagliari lo hanno adottato a pieno. Una seconda casa, un secondo amore. Il capitano adesso guarda avanti e pensa a macinare punti salvezza. E c'è chi domenica, allo stadio Is Arenas ha sentito: "Ma quello è Bruno Conti, il padre di Daniele Conti...". Ironia della sorte, forse qualcosa è cambiato.

giovedì 6 dicembre 2012

Non solo calcio: tuffo nel mondo della muay thai


Fin da quando veniamo al mondo siamo costretti a combattere. Combattere contro un mondo nuovo, che fino a quel momento non conoscevamo. Poi il combattimento si riflette contro chi popola questo nuovo mondo e talvolta, la maggior parte delle volte, ci si ritrova a combattere anche contro se stessi. In fin dei conti la vita in se è una lotta. Una faticosa e straziante lotta. Lasciamo da parte per un attimo il calcio e proviamo a guardare oltre la staccionata. Esiste un mondo-sportivo- che in pochi conoscono, che in pochi apprezzano. Un mondo dove il dolore e la sofferenza si trasformano in forza, e perché no, magari anche in successo. Dove il sudore è sempre presente e la fatica in crescendo sprona a fare sempre di più. Forse non tutti conoscono la muay thai, la boxe tailandese, la più efficace tra le discipline di combattimento. A dir la verità ho conosciuto questa straordinaria disciplina di recente anche io. Un caro amico me l'ha fatta conoscere e pian piano ho imparato ad apprezzarne le caratteristiche e la filosofia che la contraddistingue. Il rigore, l'allenamento sodo, la costanza, la determinazione. Sono valori che, pur non avendo mai praticato questo sport, ho avuto modo di respirare apprezzando quanto di positivo essa riesca a trasmettere in tutti coloro che la praticano. "Dovrebbe avere più visibilità", pensai quando la conobbi. Per questo ho voluto intervistare Luca Corona, giovane atleta sardo, praticante thai da qualche anno.

Ciao Luca partiamo dagli esordi. Quando sei venuto a conoscenza di questa disciplina cosi lontana dalla nostra cultura?
Ciao, conobbi quest'arte quasi per caso, circa quattro anni fa. Stavo lavorando presso un Hotel vicino ad Arzachena e li incontrai un vecchio amico che mi convinse quasi per gioco a provare degli allenamenti riguardanti diverse arti marziali. Da subito rimasi colpito dal tipo di disciplina, allenamento e dedizione che rappresentava la Muay Thai. Un'arte allo stesso tempo flessibile, dura e dolorosa ma che se si riesce a comprendere anche minimamente riesce a riempirti di soddisfazioni. Da quel momento iniziai il mio allenamento quotidiano, inizialmente per conto mio a causa dei pochi soldi, da tre anni invece mi alleno in una palestra con un grande maestro e dei grandi compagni.

Cosa significa per te la thai?
Uno stile di vita, non esclusivamente uno sport. Significa dedizione, rispetto, sacrificio: sono cose che non si lavano sotto la doccia a fine allenamento. Ti forgiano dentro e, grazie a tutto questo, impari ad affrontare ogni problema della vita con la stessa voglia di combattere, di vincere. Impari a dare il tutto per tutto in ogni ambito, su tutto ciò che vuoi.

Come affronti l'allenamento e con quale costanza?  
Every day, sempre. A meno che non riesca a camminare o sia in coma mi alleno praticamente ogni giorno. Purtroppo mi sono affacciato tardi a questo mondo e il tempo perso va recuperato. Vedo tutto questo anche come un occasione per scappare dalla monotonia del mondo moderno: mangi, lavori, muori.

Pensi che un giorno possa diventare molto più che una passione?
Ovviamente faccio il massimo perchè questo avvenga, ma sono ben conscio che nella società e nella realtà in cui viviamo, vivere della propria passione è spesso solo un sogno. L'importante è dare il massimo in quello che si fa, sempre. I risultati si ottengono solo in questa maniera, non conosco altri modi. Se poi uno si accontenta, beh quello non sono io.

Che consiglio dai ai giovani che vogliono affacciarsi a questa disciplina?
Costanza, costanza e ancora costanza. Ci saranno dei momenti di sconforto, nei quali ci si sente inferiori agli altri. Delle volte magari anche fuori luogo. Bisogna sempre tener presente che non siamo noi a dover entrare in questo ambiente, ma è quest'ultimo che, tramite una stremante applicazione, deve entrare dentro di noi. Perché se una cosa non la vivi fino in fondo non saprai mai coglierne il significato più vero. Anche io, che ho visto soltanto piccole sfaccettature di quest'arte millenaria, farò di tutto al fine di poterne capire sempre più l'essenza e il significato.    

Luca Corona, 24 anni, giovane atleta sardo
 

martedì 4 dicembre 2012

Da quando il silenzio ha un prezzo?

Diego Armando Maradona junior
Il prezzo per il silenzio vale 1 milione di euro. Prezzo che Maradona, economicamente parlando, può tranquillamente permettersi. Prezzo che Maradona, umanamente parlando, poteva anche evitare di proporre. Il Pibe de Oro, tramite i suoi legali, ha agito di conseguenza (secondo quanto dichiarato): 1 milione di euro sborsati al figlio Diego Armando Maradona jr ( frutto della realazione con l'italiana Cristiana Sinagra) al fine di non rilasciare interviste ai media per parlare della loro situazione. Insomma un compromesso bello e buono che profuma- o puzza- di danaro. Il campione del pallone si professa però scontento e amareggiato dichiarando che il figlio ( con il quale ha più volte ribadito di non avere alcun legame affettivo) non ha rispettato gli accordi concedendosi ai microfoni e ai giornalisti. La risposta della controparte non tarda pertanto ad arrivare. Il primogenito dell'eroe di Napoli smentisce quanto affermato dal padre negando il tutto. "Mai ricevuto soldi per tacere" afferma indignato il ragazzo. "La nostra dignità non ha prezzo"- ribadisce, chiamando in causa anche la madre. Le contraddizioni tra le due parti fioccano a dismisura. Il punto da chiarire è pertanto il medesimo: chi professa il falso? L'indignazione del 26enne ex Cervia ( attualmente sotto contratto con il San Giorgio, squadra militante nel campionato di Eccelenza) pare sincera. Le vicende extracalcistiche del talento argentino invece non giovano a suo favore. Si aggrava cosi una relazione sentimentale padre-figlio mai decollata. Certo è che la "proposta indecente", vera o falsa che sia, si commenta da sola. L'ennesimo scivolone commesso da colui che rappresenta al meglio il connubio tra genio e sregolatezza. Il talento e i successi sul campo da gioco non si discutono. Come padre- invece- beh questa è un'altra storia.

martedì 27 novembre 2012

Wes, rumori e mal di pancia: segnale di un calcio malato

Wesley Sneijder

Al tempo dove il soldo svolazzava più liberamente, dove l’Italia era terra ambita da tutti i calciatori, e dai presidenti che maneggiavano cash come fosse un mucchio di noccioline, tutto era più semplice. La crisi dei nostri tempi detta altre strategie ed operazioni finanziarie differenti,  più consone all'attuale situazione. Nella precedente sessione di calcio mercato  abbiamo assistito alla prova più tangibile della crisi ( se crisi si può chiamare) che attanaglia il mondo del calcio. Via Lavezzi, Ibra, Thiago Silva, Maicon, Verratti, per fare qualche esempio .Pezzi pregiati del nostro calcio destinati ad un altro più ricco e senza piaghe economiche, senza sofferenza del conto in banca. Ciò però in Italia, anche se può sembrare un paradosso, ha portato una ventata positiva: calcio più giovane e stipendi più magri. Finalmente le rose dispongono di più “baby” giocatori e le cifre degli stipendi  sono più moderate, forse più accettabili dal mondo esterno, critico osservatore. In casa Inter però , giusto per citare un esempio, qualche rumore si fa sentire. Wesley Sneijder non ci sta. L’olandese guadagna 6 milioni netti e ha un contratto fino al 2015. La proposta dell’Inter circa l’indispensabile ed opportuno adeguamento del contratto pare non essere scelta gradita dal giocatore. Pertanto la società è stata chiara: o il giocatore accetta le condizioni o va via. Gennaio potrebbe segnare il capolinea di una storia fatta di vittorie e successi. Un altro pezzo del Triplete che migra presumibilmente verso terre più fertili. Ma il calcio è cosi, prendere o lasciare. E intanto i media si sbizzarriscono un po’. L’idea più fantasiosa, ovvero la scambio Sneijder-Pastore, renderebbe la partenza del talentuoso trequartista meno amara. Ma pare impossibile che l’ex palermitano (attualmente nella nuova capitale calcistica dell’oro) rifiuti gli ambiti quattrini degli sceicchi del PSG optando per un contratto più modesto. Chissà , staremo a vedere. Ciò che va sottolineato però è che il calcio deve ritornare ai tempi arcani. Dove gli stipendi non erano cosi faraonici e il senso di appartenenza alla squadra era più marcato e tangibile, azzarderei più sincero. Il calcio profuma quando passione e classe predominano sul danaro, quando la voglia di mettersi in gioco mostrando il proprio valore oltrepassa le barriere dell’ottica milionaria. È ora di rimettere in pista i vecchi valori: giocatori che scendono in campo per i compagni , per la propria squadra, per la società che li rappresenta, per la tifoseria. Non per il “Dio Danaro” che li manovra come burattini e li spinge a varcare i confini dove il calcio quasi quasi nemmeno esiste ma conta solo l’ingaggio propostogli sul piatto d'argento. Occorre non perdere il lume della ragione, altrimenti questo sport, da sport più bello del mondo rischia di retrocedere a sport più penoso del mondo. Giocatori - e mondo circostante- avvertiti.